
Se da un lato comprendo quando gli USA chiedono all’EU di pensare alla propria difesa, stanchi di spendere denari per interessi di terzi, lo stesso non posso dire per la guerra commerciale che i medesimi USA stanno percorrendo in merito alla politica dei dazi.
“Make America Great Again” non può certo significare che debba ritornarlo ad essere a discapito del Vecchio Continente.
Dietro la folle politica dei dazi ci sta qualcosa di più e di diverso da quello che appare ai più ed è ciò che è conseguenza della stessa richiesta (comprensibilmente economica ma anche perversamente strumentale), fatta all’EU, di pensare alla propria difesa.
Che l’EU non sia ben vista dai vertici dell’amministrazione USA, è cosa nota, atteso che la benedetta EU sia molto temuta dagli USA, sotto tutti i punti di vista.
A prescindere dalle dichiarazioni emerse a causa dei grossolani errori occorsi per la maldestra diffusione della ormai famigerata chat Signal, ove si descrivono gli europei come degli scrocconi, la verità è che l’EU spaventa ove davvero divenisse quello che dovrebbe: un avversario temibile sotto ogni punto di vista, economico, commerciale, politico.
E magari fosse che tutto questo servisse a farcela diventare…
Ecco che si cerca di spaccarla.
Il riarmo di ogni singola nazione è proprio l’avvio della disgregazione del progetto EU, in quanto propedeutico alla creazione di equilibri (o disequilibri) pericolosi tra le nazioni europee.
E gli USA lo sanno. Sanno che non è così immediato creare una difesa unita europea e quindi sanno che la difesa dell’Europa deve necessariamente passare dal riarmo di ogni singolo stato membro prima di poter, un giorno, giungere ad una difesa congiunta e organizzata.
Allo stesso modo vale per i dazi.
Gli USA non sono così stupidi da non comprendere che faranno male pure a sé stessi, danneggiando proprio la parte meno abbiente della propria popolazione (proprio la stessa che ha eletto l’Amministrazione al governo del Paese in questo momento), ma saranno una leva per accordi personalistici con i vari stati europei al fine di creare discriminazioni e malumori tra gli stessi.
I dazi comporteranno, infatti, che molti prodotti che l’Europa (quindi anche l’Italia) esporta verso gli USA vedranno un’impennata dei prezzi, con la conseguente difficoltà di chi è meno abbiente di poterli acquistare, mentre si darà la stura alla contraffazione locale dei prodotti oggetto di importazione (vedasi il Parmesan e perversioni simili), con susseguente degrado della qualità di molte tipologie di prodotti ai quali si rivolgerà chi non potrà più permettersi il prodotto “originale”.
Il danno sarà reciproco, stante che anche l’EU, di contrasto, imporrà i suoi dazi ai prodotti americani che arrivano sul proprio territorio.
E non voglio considerare il rischio inflazionistico che certamente ne verrà fuori.
Bentornati al Medioevo.
A cosa porta tutto questo? Danno alle imprese e alle persone, europee ed americane e conflitti con malumori diffusi.
A poco vale che gli USA la “giustifichino” con la volontà di stimolare le aziende a creare filiali sul loro territorio per non avere dazi, perché non tutte le aziende possono permetterselo, specialmente quelle che operano in ambiti “artigianali” come per molte aziende italiane esportatrici (gusto, vini, …).
Davvero gli USA non lo hanno capito?
Il progetto è ben altro: distruggere l’EU.
Proprio adesso serve più Europa.
Grazie USA se tutto ciò ci servirà allo scopo.