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Perché un amico se lo svegli di notte…


Conosco tanti che quando raccontano di loro e della loro quotidianità, spesso, usano impropriamente il termine di amicizia, praticamente alla stregua di “conoscente”.

Cosa significa amicizia ai nostri giorni è certamente qualcosa di molto svalutato rispetto ad un tempo.

In tempi social la si confonde con qualche like o qualche richiesta di amicizia online, tanto da seriamente analizzare che si sia molto più soli di prima.

Tempo fa ho esortato un mio conoscente a non profanare la sacralità della parola “amicizia”, scambiandola – al ribasso – per un passaggio in auto o un’uscita per una isolata pizza insieme.

È molto di più. È una sintonia che va oltre.

E non parlo solo di rispetto e stima, ma di quella corrispondenza di pensiero ed attitudini per le quali hai il perenne conforto che puoi sempre contare su quel qualcuno.

Questo non significa che non si possano anche avere divergenze di pensiero ed opinioni, tutt’altro, ma ogni confronto è animato non dalla voglia di farsi male ma, piuttosto, di conoscersi meglio.

E certamente non può essere indifferenza o falsa cortesia.

In ambienti lavorativi può capitare di creare rapporti di amicizia, ma è molto difficile che accada, quando, al contrario, sia più facile che si generino rapporti “amichevoli”, quasi a dire di circostanziata cortesia.

Quella cortesia che sta nell’ordine delle cose quando sei “costretto”, volente o nolente, a collaborare con colleghi che, simpatici o antipatici, te li devi tenere così come sono e quindi tanto meglio se, anziché innescare conflitti, riesci ad ottenere con loro quel rapporto amichevole che sa tanto di quieto vivere.

Ma allora cos’è che fa di quel qualcuno un amico?

Come diceva Cocciante un tempo: “perché un amico se lo svegli di notte, è capitato già, esce in pigiama e prende anche le botte e poi te le ridà…”.

È sapere di avere sempre qualcuno a cui poter confidare le proprie sofferenze, paure, dolori, intemperanze, con la certezza di non essere giudicati ma, tutt’al più, consigliati, comunque ascoltati. Quell’ascolto davvero interessato alle tue cose e non di mera circostanza. Ma anche quella persona con cui hai sempre piacere, voglia e tempo di trascorrere qualche attimo insieme.

E per il quale sai che potrai dirgli di tutto senza pudore e senza vergogna: è un amico.

E lo stesso sa di poter fare lui/lei con te.

Se pensavi che l’amico fosse qualcosa di diverso da questo, mi spiace per te ma, evidentemente, non lo hai mai incontrato e non conosci la vera amicizia.

Io la conosco ma in casi davvero troppo rari…

 

 

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