
Il recente ed ancora inspiegabile blackout occorso in Spagna e Portogallo, mette al centro dell’attenzione una domanda che tutti abbiamo in testa e pochi hanno l’ardire di porre davvero a chi di dovere.
Se il Covid ci ha insegnato ad usare quanto più possibile tutto ciò che fosse disponibile online, pagamenti compresi, un evento come quello di cui sopra ci ha insegnato che la tecnologia non è affidabile, almeno per ora.
E la domanda è: ma davvero l’evento è inspiegabile o non si vuole dirne la causa per evitare paure peggiori?
E se capitasse in Italia?
Vi ricordate quando nella notte tra il 27 e il 28 settembre del 2003 buona parte dell’Italia peninsulare si ritrovò improvvisamente senza corrente elettrica? La causa scatenante fu un albero caduto su una linea dell’alta tensione in Svizzera che trasportava energia in Italia, ma ci furono anche errori di gestione e da vulnerabilità strutturali nella rete elettrica italiana. L’incidente durò circa 12 ore.
Da allora non sembra che sia poi cambiato molto, stante che un incidente “qualunque” può metterci nelle stesse condizioni.
E allora ecco che alla logica del bancomat si ripropone quella del contanti e a quella della connettività a tutti i costi si torna a quello che era un “normale isolamento” quando non si era iperconnessi come nei nostri tempi.
Quali sono le reali cautele per eventi del genere?
Nessuna, stante che anche il premier spagnolo ha consigliato ai lavoratori del Paese di stare a casa se potevano farlo.
Non è che forse l’accelerazione tecnologica di questi ultimi anni poggi su fondamenta deboli, proprio perché troppo rapida nel suo avvento?
E se anche colui che scrive afferma questo, pur essendo uno sfegatato fautore della tecnologia a tutto tondo, credo che qualche riflessione vada fatta.
Si stava meglio quando si stava peggio non è mai stato il mio motto ma certamente devo ammettere, mio malgrado, che qualcosa vada rivisto e che mutuando un detto di una vecchia pubblicità di qualche tempo fa “la tecnologia è nulla senza controllo”.