
Certe volte è davvero difficile, per onor di democrazia, tollerare certi atteggiamenti.
Assisto basito a certi confronti o interviste in cui l’unica cosa che a qualcuno importa è parlar male dell’avversario a prescindere.
Poi, però, se a domanda diretta li interroghi sulla violenza verbale in politica, si dichiarano ipocritamente tutti avversi.
Non comprendendo che un clima surriscaldato ai limiti della buona educazione (e pure oltre) ed infarcito di fake strumentali e violenza nei toni, può generare conseguenze imprevedibili nelle fasce più esasperate della popolazione.
Comprendere la ragion di stato e le esigenze reali, trattandole con preparazione ed attenzione, dovrebbe essere ciò che anima un politico che si voglia definire “statista” nel senso vero del termine.
E invece si fa polemica su tutto (tranne qualche rara eccezione di chi ancora sa usare la testa), contestando per partito preso.
Certamente non sono mai stato simpatizzante per i 5S ma davvero la deriva a cui li ha portati, ormai, il suo nuovo leader, è imbarazzante.
Nessun contenuto vero e contrasto sempre e comunque.
Tralasciando il livello umano e culturale di alcuni suoi esponenti, mi disgusta assistere a confronti televisivi ove, pur se a domanda sulla nota vicenda che ha visto i due capi di stato, ucraino e statunitense, avere il duro scontro che conosciamo, sento rispondere imputando al Presidente del Consiglio la necessità di chiedere scusa agli italiani… Ma di che sta parlando? È connessa?
Totalmente fuori tema e fuori senno.
Sarò romantico ma non si fa politica così e pensare che gli italiani siano talmente stupidi da non rendersene conto, mi indigna non poco.
Pensano davvero che qualcuno abbia “l’anello al naso”?!?
Le urne li valuteranno, com’è giusto che accada.
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Da tempo ormai il mondo sta virando a destra e molti si chiedono come mai, stante che, soprattutto i ceti “mediani” (nel passato spesso dichiaratamente a sinistra) votano per posizioni che prima ripudiavano.
Il motivo?
Posso solo immaginarlo: la destra decide la sinistra no. Mi hanno insegnato che la troppa analisi porta alla paralisi…
La dialettica è buona cosa, il confronto pure, ma se genera impasse non funziona…
La sinistra pontifica su una inclusività trasversale di comodo ma poi è la prima a negarla.
Perché in fondo nessuno vuole vera inclusività totale, perché tutti si accorgono di certe differenze che andrebbero comunque valutate…
Il mondo ha molto accelerato, da almeno 30 anni a questa parte ed ancora qualcuno non si accorge che non ci sono più i tempi per i simposi vani.
E così sembra assistere ad un dialogo tra sordi.
Con buona pace dell’elettorato che comincia a manifestare segni di palese intolleranza.
E poi c’è chi si chiede “come mai?!?”.